-Il canto dei Sicani-


Il tonno, nel mare del suo sangue, tinge il piccolo peschereccio che toglierà la fame del villaggio.
Fratelli in mare piangono; fratelli sulla terraferma sorridono e preparano la brace.
La voce, canto antico, dice del ritorno e intanto, sangue tinge il cielo e il mare di preghiera delle donne.
E il vecchio tesse ricordi di fiocina. La sua barca è ora sale e sole, sulla riva.

b.l.

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*Scherzi


Un piccolo scherzo di jazz, quel lieve solletico di piatti ingentiliti di sugo e alito di fiammella.

Ecco lo sfondo di questo momento. Uno scherzo di bimbi cresciuti, fatto insieme d’armoniche risa e profumo di ricordi.

Ricordi di bambina che gioca troppo spesso da sola e che, da sola, impara a suonare la chitarra non più bambina. Scherzi di una neve-nave, nastro trasportatore verso quel domani di costruzione, nel posto utile alla comunità ma che assolvo comunque da sola, come nuvola nel cielo altrimenti limpido.

Io, che limpida non la sono e che di pensieri limpidi non ne accolgo, ora.

Scherzo, gusto di liquirizia è il fumo che esce dalla bocca, in questi geli di cuore che, col brivido, rendo alla giustizia del sole ostinato. La sua certezza è salvezza, uno scherzo che in questo momento brucerei nel desiderio di respingere, insieme al dicembre ancora gestante. Quanto ancora servirà, per allontanarmi dallo smash a singola racchetta? Eppure l’attesa non soddisfa. Non posso farci molto, se le corde vibrano.

Il jazz mi ammala.

b.l.

-Certo-


Non sarebbe certo stato nelle mie intenzioni, quello di vivere negli ultimi dieci anni. Eppure era un mezzocielo in ogni stagione.

Ora la luce si stacca dal velo e in alto è umido sulla curva delle labbra.

Sospesa, giaccio con la cenere sui capelli. E’ di certo un fiore di parola, il sorriso che riempirà il mio pensiero di te.

E l’asfalto riprende la sua corsa. E la sua corsa, l’asfalto, riprende.

b.l.

Tagl’io


Tengo quel taglio nella mano, dove prima stringevo la lama dalla parte affilata.

Un bel filo non fu mai scritto, diresti tu. Il mio pensiero diventa così sorriso.

Ora le parole sono strade bagnate che portano solchi, come su una lastra di rame, acido a colorare il verde, persino d’autunno.

Troppo è lo spazio tra un rigo ed una riga, pentagramma da lettura e carezze a pelle.

Manco con la stessa intensità con la quale tu ci sei

b.l.

(dedicato)