Per restare nel pezzo…



A

Anche l’acqua fatica a stare ferma, nel lieto andare dei profumi che dicono.
Parla il sole -all’orecchio- più vicino,  anello di fuoco che suggella il patto agli occhi di tutti, solo per mostrare che il vero è vero.
…e il racconto continua

b.l.

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Not(t)e cadenti


al lato del porticato

staccate, ma non tutte

filati di musica bagnati

e le ombre lunghe

non appartengono

alle Mani di carta

che per i passi troppo piccoli

sulla sinistra lasciano scie

di stelle cadute

b.l.


*traiettorie


“Carmen” di Alessandra Lugli

quel basso che attira, nell’antica lotta

del sole che scalda senza cadere

sarà nel sonno manco di riposo.

il profumo rimarrà verità,

quella che ci attese senza rispondere

al pettine riposto nel cassetto

…e carezza alla fronte nascosta

b.l. (tu sola sai)


La vittoria delle certezze (ricordi)


La guerra e la culla. Strano a dirsi, eppure tutti i giorni si uccideva e tutti i giorni si amava …e tutti i giorni si nasceva.

1940, la città del Ponte del Diavolo e tu. 1940, dicevo, Giuseppe Andrea Luigi, per non darla vinta al sacerdote che voleva un nome solo.

Erano i tempi in cui si cercava la gioia col lanternino, per aiutarsi a credere al domani e a bandiere senza ossa incrociate, quando le piccole cose venivano ascoltate e le mani erano tese per aiutare e basta. E così piano crescesti, così, piano, imparasti l’allegria della pentola con la minestra-di-candela, della volta in cui non ci fu tempo per mettere il coperchio al momento della sirena e che fu ritrovata ancora a ribollire con uno strato di polvere di bombardamento sopra e, tolto lo strato, fu buona lo stesso.

E di quella notte di luna, che all’uscita dal rifugio, tutto intorno a voi era distrutto, del ricordo dei pianti intorno a te e tu, bambino, fino ai tuoi nove anni, conservasti la paura della luna piena.

…e mi “imparasti” che le piccole cose si ascoltano ancora, che non siamo soli, che non si muore se c’è chi ancora ti porta nel cuore.

b.l. (brutta e vigliacca)

repetitA***


 e se, stavolta, i puntini li mettessi in sU’? se mi facessero alzare lo sguardo e mi facessero contemplare la mia piccolezzA?

io, Minuscola foglia arrossata, posata sulla terra dal pettine che soffia non sempre gentilE. arrossata come foglia, imbiancata tra poco, come donna, ghiaccio e fuoco nelle due varianti della mia naturA.

b.l.

*dire di non pazienze


Nelle piccole congiunzioni -senza uno sguardo “oltre”- sono solo le catene a pesare. Oltre mi verrebbe di allungare le mani dai polsi legati, illusione di un sole rubato al guadagno dell’ombra.

Nella coscienza, mi duole il desiderio a bruciare Mnemosine. Averti avuto, non sarebbe stato, ma quanto di più avrei perduto?

Un bacio, dal palmo lo soffio lontano e, nel cuore resta …e resti tu, mentre io sono

b.l.