repetitA***


 e se, stavolta, i puntini li mettessi in sU’? se mi facessero alzare lo sguardo e mi facessero contemplare la mia piccolezzA?

io, Minuscola foglia arrossata, posata sulla terra dal pettine che soffia non sempre gentilE. arrossata come foglia, imbiancata tra poco, come donna, ghiaccio e fuoco nelle due varianti della mia naturA.

b.l.

*chiarezza


E’ chiusa la possibilità di salire, di guadagnare l’entrata. E’ chiusa la strada verso il panorama interno, verso la casa.

In compenso, la cancellata non impedisce gli odori di mandorle e biscotti, o le risa dei ragazzi che giocano a palla, della madre che canta in cucina.

La chiarezza del cancello non è l’impedimento. La chiarezza è per protezione.

b.l.

Just the way you are*


Della nuda verità mi piace il nascosto, il nastro che si scioglie al minimo tocco. E’ il linguaggio degli occhi e della pelle, dei momenti in cui il tavolo sembrava irraggiungibile e misterioso. Cosa nascondeva il cassetto? Stava cedendo da un angolo, ricordo, il fondocompensato che stentava a compensare.

La musica dei matrimoni era uno sfondo, dove io sognavo, ma non come gli altri. Sognavo la chitarra al posto dell’abito bianco. Sponsali in cui mi credevo sicuramente portata e portavo.

E niente, chi ha stabilito che non si inizia con una congiunzione, ha avuto torto!

b.l.

 

-Potersi-


Potersi immaginare, nella notte più buia, a spengere la coscienza come una candela. Ma lei rimane, malgrado il sonno arrivato e preso.

Potersi decidere, come si fa con gli abiti del mattino, il giorno da indossare  se, quello tuo, è fra i più importanti.

E intanto si lasciano intenti, qua e là, come fossero pacchi della spesa. Eppure, potersi sperare, come il mattino che ci trova sempre nudi, impreparati, a farsi meraviglia…

b.l.

della pigrizia e di altri Generi*


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E’ il piede nudo che invita il tappeto, come la pelle del capezzolo fa l’occhiolino al fuoco. 

Delle pigrizie migliori, quella che più mi aggrada è il ricordo da costruire. E’ un movimento in meno, quindi ci stà! Gli ultimi sono i peggiori, i più chiari. 

Infondo mi riconosco nel grigio, malgrado io venga accostata ai pastelli. E’ che quando chiudo gli occhi, riesco a sorridere del respiro senza distrazioni.

b.l.

*Scherzi


Un piccolo scherzo di jazz, quel lieve solletico di piatti ingentiliti di sugo e alito di fiammella.

Ecco lo sfondo di questo momento. Uno scherzo di bimbi cresciuti, fatto insieme d’armoniche risa e profumo di ricordi.

Ricordi di bambina che gioca troppo spesso da sola e che, da sola, impara a suonare la chitarra non più bambina. Scherzi di una neve-nave, nastro trasportatore verso quel domani di costruzione, nel posto utile alla comunità ma che assolvo comunque da sola, come nuvola nel cielo altrimenti limpido.

Io, che limpida non la sono e che di pensieri limpidi non ne accolgo, ora.

Scherzo, gusto di liquirizia è il fumo che esce dalla bocca, in questi geli di cuore che, col brivido, rendo alla giustizia del sole ostinato. La sua certezza è salvezza, uno scherzo che in questo momento brucerei nel desiderio di respingere, insieme al dicembre ancora gestante. Quanto ancora servirà, per allontanarmi dallo smash a singola racchetta? Eppure l’attesa non soddisfa. Non posso farci molto, se le corde vibrano.

Il jazz mi ammala.

b.l.