-Il canto dei Sicani-


Il tonno, nel mare del suo sangue, tinge il piccolo peschereccio che toglierà la fame del villaggio.
Fratelli in mare piangono; fratelli sulla terraferma sorridono e preparano la brace.
La voce, canto antico, dice del ritorno e intanto, sangue tinge il cielo e il mare di preghiera delle donne.
E il vecchio tesse ricordi di fiocina. La sua barca è ora sale e sole, sulla riva.

b.l.

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-Certo-


Non sarebbe certo stato nelle mie intenzioni, quello di vivere negli ultimi dieci anni. Eppure era un mezzocielo in ogni stagione.

Ora la luce si stacca dal velo e in alto è umido sulla curva delle labbra.

Sospesa, giaccio con la cenere sui capelli. E’ di certo un fiore di parola, il sorriso che riempirà il mio pensiero di te.

E l’asfalto riprende la sua corsa. E la sua corsa, l’asfalto, riprende.

b.l.