*Banale (14/08/2013)


.

Ciò che non è banale non ha parole

e vuole farsi ascoltare

.

ti morde agli occhi

come splendido panorama

.

solo se

di bellezza ti vesti dentro

.

dono di quella sera le lacrime bisognose di sole

a lasciarsi raccontare

.

e stolta io a non immaginare

che avresti saputo leggere negli occhi

b.l.

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Just the way you are*


Della nuda verità mi piace il nascosto, il nastro che si scioglie al minimo tocco. E’ il linguaggio degli occhi e della pelle, dei momenti in cui il tavolo sembrava irraggiungibile e misterioso. Cosa nascondeva il cassetto? Stava cedendo da un angolo, ricordo, il fondocompensato che stentava a compensare.

La musica dei matrimoni era uno sfondo, dove io sognavo, ma non come gli altri. Sognavo la chitarra al posto dell’abito bianco. Sponsali in cui mi credevo sicuramente portata e portavo.

E niente, chi ha stabilito che non si inizia con una congiunzione, ha avuto torto!

b.l.

 

Chissà se lo sai


Me lo hai detto all’ultimo, quando hai capito che non l’avrei dimenticato e, come sempre, la parte della ragione dalla tua, non potrò dimenticare.

Sto amando il bianco-e-nero come non mai. I colori appartengono a tutti i giorni, la loro assenza è legata alle emozioni che spogliano le immagini, fino a renderle essenziali.

“Tu le cose non le dici, ma le fai”.

Non poteva essere diverso, e lo sai. Non potevo farti vedere le mie spalle, dovevo guardarti in faccia.

Ora, tenerezza è rimasta. E il sorriso

b.l.

*Scherzi


Un piccolo scherzo di jazz, quel lieve solletico di piatti ingentiliti di sugo e alito di fiammella.

Ecco lo sfondo di questo momento. Uno scherzo di bimbi cresciuti, fatto insieme d’armoniche risa e profumo di ricordi.

Ricordi di bambina che gioca troppo spesso da sola e che, da sola, impara a suonare la chitarra non più bambina. Scherzi di una neve-nave, nastro trasportatore verso quel domani di costruzione, nel posto utile alla comunità ma che assolvo comunque da sola, come nuvola nel cielo altrimenti limpido.

Io, che limpida non la sono e che di pensieri limpidi non ne accolgo, ora.

Scherzo, gusto di liquirizia è il fumo che esce dalla bocca, in questi geli di cuore che, col brivido, rendo alla giustizia del sole ostinato. La sua certezza è salvezza, uno scherzo che in questo momento brucerei nel desiderio di respingere, insieme al dicembre ancora gestante. Quanto ancora servirà, per allontanarmi dallo smash a singola racchetta? Eppure l’attesa non soddisfa. Non posso farci molto, se le corde vibrano.

Il jazz mi ammala.

b.l.