musica (28/12/2015)


Bologna

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L’intensità di un se, la forza di un quando…
Quanto riempi, questa mia bocca. Quanto mi disseti con le tue mani a conca di parole. Eco bambina di pensieri irrinunciabili, sei.
E che dire, poi, di quando mi sparti in parti che faccio fatica a riordinare, più per scarsa voglia o forse più per l’essere soggiogata dal fascino dello scomposto.

E’ un filo, il tuo pensiero.

b.l.
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paso doble


Album ricordi6

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La strada non si scrive mai. Scorre se lavata, fruscìo di piedi nudi sulle fratte non sempre gentili.
E’ un (dis)corso sfuggente, il mio, quando ho troppo da dire.
Le carezze percuotono, più che scuotere; il gioco tacco-punta-tacco prende …e porta via!
b.l.

Dove si spinge la fantasia, non s’invecchia mai!


Alessandria - Foto personale
Alessandria – Foto personale

Europei di qualche anno fa:

siamo ai quarti di finale, sofferti come tutte le date precedenti. 

So di famiglie che mangiano sempre la stessa pietanza, che si dispongono sempre nello stesso modo a tavola, davanti a mamma tv ed alla sacra sfera roteante e presa a calci forsennatamente…

Quella sera ero in giro, l’auto piena di amici di ritorno da un incontro con altre persone per un mini convegno sulle proprie scelte di vita e su quanto hanno influito sulla storia. Si torna a casa presto, si cerca di percorrere quei ventisei chilometri per concludere in un pub nelle vicinanze di casa, prima che un’eventuale vittoria della nazionale ci inglobasse come tante pecore a seguito del pastore-orgoglio!

L’italia, quella sera vinse, incredibile, contro la Germania, ancora una volta (e noi facemmo bene ad anticipare il ritorno a casa, finendo la serata in allegria e birra).

Dopo un paio di giorni, per la precisione la domenica successiva, dovetti tornare nel capoluogo e… … …

che strano! Avevano fasciato le balle di fieno nei campi tutt’intorno con i colori della bandiera tedesca!

Dove si spinge la fantasia, si rimane giovani…

b.l.

Una sola pelle


Il pensatore al Museo di Soumaya
Il pensatore al Museo di Soumaya

clicca qui per ascoltare…

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Ho una sola pelle per volare…

“Raccogliere il fiato per tirarlo fuori al momento in cui il vento mi investirà in pieno volto”. 

Ho sentito dire che non siamo fatti per muoverci nel vento …ma quei brividi per un soffio che scorre sulle corde, mi appannano gli occhi e trattengono il fiato.

Come un filo, posso farlo riprendere, quel filo ancora non stanco di essere stato sradicato e fatto volare su ciò che di più brutto può succedere ad una persona sola; chi può dire, poi, quanto può essere?

Il bello è ancora in queste note che danzano, in questa mia anima che culla un Dio Grande, nelle proprie debolezze; il bello è quanto basti ancora poco per poter volare!

Stasera il mio biglietto è stato una canzone!

b.l.