*Banale (14/08/2013)


.

Ciò che non è banale non ha parole

e vuole farsi ascoltare

.

ti morde agli occhi

come splendido panorama

.

solo se

di bellezza ti vesti dentro

.

dono di quella sera le lacrime bisognose di sole

a lasciarsi raccontare

.

e stolta io a non immaginare

che avresti saputo leggere negli occhi

b.l.

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-Goccia-


Timida, tra le altre

dal monte al centro dell’aureola

bianca fra le incolori, scorre

prima di confondersi

senza darti pensiero

senza nemmeno avvertirla

mentre lei si è capita diversa

non preda delle labbra del bimbo

.

Note fluide da capo a piedi

e fra i teli bianchi ora

è presa.

b.l.

Chissà se lo sai


Me lo hai detto all’ultimo, quando hai capito che non l’avrei dimenticato e, come sempre, la parte della ragione dalla tua, non potrò dimenticare.

Sto amando il bianco-e-nero come non mai. I colori appartengono a tutti i giorni, la loro assenza è legata alle emozioni che spogliano le immagini, fino a renderle essenziali.

“Tu le cose non le dici, ma le fai”.

Non poteva essere diverso, e lo sai. Non potevo farti vedere le mie spalle, dovevo guardarti in faccia.

Ora, tenerezza è rimasta. E il sorriso

b.l.

-Certo-


Non sarebbe certo stato nelle mie intenzioni, quello di vivere negli ultimi dieci anni. Eppure era un mezzocielo in ogni stagione.

Ora la luce si stacca dal velo e in alto è umido sulla curva delle labbra.

Sospesa, giaccio con la cenere sui capelli. E’ di certo un fiore di parola, il sorriso che riempirà il mio pensiero di te.

E l’asfalto riprende la sua corsa. E la sua corsa, l’asfalto, riprende.

b.l.

Tagl’io


Tengo quel taglio nella mano, dove prima stringevo la lama dalla parte affilata.

Un bel filo non fu mai scritto, diresti tu. Il mio pensiero diventa così sorriso.

Ora le parole sono strade bagnate che portano solchi, come su una lastra di rame, acido a colorare il verde, persino d’autunno.

Troppo è lo spazio tra un rigo ed una riga, pentagramma da lettura e carezze a pelle.

Manco con la stessa intensità con la quale tu ci sei

b.l.

(dedicato)

Sulle labbra


L’ultima poesia che ho scritto sta partecipando ad un contest poetico sul tema della violenza alle donne.

Ieri sera mi sono messa a giocare e…

buona visione!

Ps: ora che ci sono i risultati ufficiali del contest, mi farebbe piacere che anche i miei contatti possano usufruire delle bellezza della poesia in esso contenuta, a partire dalle vincitrici.

Tramite il blog della carissima amica Elisabetta Barbara De Sanctis, troverete il link per dare uno sguardo al contest per intero! Buona lettura!

https://velodidonna.wordpress.com/2015/11/25/no-alla-violenza-sulle-donne-e-contest-di-poesia-riflesso-di-donna/

…e sulla curva della schiena lo ebbi
di un amore rubato
al tempo, al nostro.
spazio che rimane ora
minuscolo
oltre, tra noi ed il destino

le mie labbra hanno accolto
violenza che accarezza
hanno dato me
e mi hanno reso
ed ora un punto bianco rimane
al centro del foglio

è violenza questa mancanza che m’impone!

come violenza è restare piccoli
dopo questo punto
ed impennarsi maiuscoli appena dopo la pausa
schiocco di carne con carne
e dopo la stretta di dolore
Bacio

finquando un filo di sole apre gli occhi
la mancanza a giocare il suo lamento ritorna
sul mio labbro gonfio

Amore, non amare del mio stesso errore.
un amore malato rimane specchio ed illusione
e se il mattino è un seno che nutre
prenderai altro latte
che non sarà questo mio,
di dolore

b.l.