Come un gioco


gioco
Amore e Psiche…

sostiene Amore…

mi reggi la nuca

ad avvicinare occhi

e respiro

di alabastro e venature

che accolgo

in eterno contemplare

———-

sostiene Psiche…

affondo in te

calamita per il mio ferro

da pupille di fuoco

nella parte maschile

lancio saette che tu stessa mi fai

bruciare

———-

come un gioco

equilibrio tra cuore e mente

farfalle

e darsi dell’idiota insieme

—–

le due forze umane

a contrapporre

nel nostro ‘sempre contare i giorni’

b.l.

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Aldo (ricordo)


ricordo
Fotoweb

.

Scrivo in corsivo, per sottolineare il fatto che sto parlando.

Immagino il tuo ascoltare, come se queste parole stessero davvero uscendo dalle mie labbra, leggendovi tra le righe i miei respiri e quelle pause che non hanno bisogno di virgole.

Quel giorno ero già in borghese, via camice e via cartellino. Ti davo del Lei, potevi essere mio nonno, infatti avevi nipoti della mia età. Quando tornai nella tua stanza, ti trovai seduto sul letto, gli occhiali da lettura ed il giornale in grembo. Dal profondo di quelle gocce di acqua marina mi sorridesti, aspettasti tuttavia le mie parole:

– Aldo, posso parlare un pò con lei?

Il sorriso si estese al volto tutto e mi invitasti giù nel seminterrato, per un caffé (quello delle macchinette non è a tutt’oggi niente male). Coi bicchieri caldi tra le mani, seduti al tavolino rotondo di metallo approntato in quel luogo, mi invitasti a parlare…

– Sono rimasta scioccata nel suo racconto della deportazione in Russia. Come ha fatto a resistere, come ha fatto…

– Bambina mia -hai detto- ogni ferita che sento è un ricordo delle persone che ho lasciato lì, ragazzi che come me affondavano il passo fino a metà coscia nella neve dura; quanti di noi sono morti in quel ritorno, prima di cadere a terra. Ad occhi spalancati, non c’era tempo per piangere e fiato da salutare, strappavo la piastrina di riconoscimento, cercavo la lettera di saluto alla famiglia che tutti avevamo intasca e pensavo “mamma, non posso darti anch’io questo immenso dolore”…

.

.

Aldo G. è mancato nei suoi splendidi capelli bianchi, spentosi di cancro pochi mesi dopo quell’episodio, nel 1999.

Non ricordo con precisione tutte le parole che mi disse, ricordo perfettamente quel “bambina mia” e quelle gocce di acqua marina.

b.l.


Passaggi


Trapani - Piazzetta dell'ex mercato del pesce...

Quel certo passaggio della mia vita non mi disturberebbe così tanto, penso, se non fosse legato a momenti di gioia…

Lanci di resti di angurie in spiaggia, la sera. Eravamo solo noi! Chitarra e fuoco, l’azzurrino della fiamma scompariva nel buio, lasciando l’aria tremolante tutt’intorno e quelle lingue arancio a divorare i pezzetti secchi d’arbusto.

Beppe, Patrizia ed il loro gatto: lui, pantaloni sempre attillatissimi e lei, capelli neri, che tingeva in casa. Ex figli dei fiori già troppo adulti anagraficamente negli anni settanta, ma che importava? Un muratore coi basettoni non lo avevo mai visto, io piccolina… ero il loro giocattolo, la mascotte, la sorellina minore di una della comitiva che veniva portata a seguito per dividere simbolicamente due fidanzatini. Beppe e Patrizia, giocherelloni, si prendevano in braccio ed ogni tanto si guardavano tristi, mancanti di quella gioia di un figlio mai arrivato.

Passaggi intrisi di quella gioia di vivere con poco una felicità lontana e che sà di buono, di pane caldo con quel pizzico di sale, filo d’olio, pomodoro e acciughe e quella fogliolina di basilico appena raccolta!

b.l.

Non guardarmi, amore


Il bacio (Munch)

Clicca per ascoltare…

.

Non guardarmi in pubblico amore

ti prego

non guardarmi!

Gli occhi pari a labbra

baciano la mia pelle

nascosta dai vestiti

.

non guardarmi

non ancora

sai che non possiamo urlare

coi nostri silenzi

di sogni da svegli

in notti da sogno

.

il mondo vuole violenza

e noi, intrappolati

in questa purezza

custodiamo

l’armatura di gioia

nel castello dell’indifferenza

.

Per fortuna

il nostro mondo

appartiene solo a noi

b.l.


Buona notte


buona
Renoir

.

Il cielo lavato, ancora cupo

minacciava i bambini

nel buio sotto le coperte

.

io ero rapita dalla danza di fiammella

che nel guadagno del tavolo regalava ombre

in cucina

.

– Papà, perché

l’olio perde il suo colore?

e nell’amore dei suoi occhi rispondeva

.

– Gioia mia

quand’era giovane sapeva

d’essere stato oliva

.

…come lui

aveva i capelli grigi

ora

b.l.


A mio padre ed ai suoi splendidi insegnamenti.